Associazione Paguro
via Marmarica, 23
48023 Marina di Ravenna - RA
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ultimo aggiornamento: 14 ottobre 2008

 

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L'Associazione Paguro
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HDS ITALIA
The Historical Diving Society

   

PROGETTO DI RIPOPOLAMENTO “SEMINIAMO IL FUTURO”
Sabato 11 ottobre 2008 liberati gli squaletti

liberazione di un gattopardoDopo una settimana di monitoraggi giornalieri realizzati dagli accompagnatori subacquei dell'associazione con propri mezzi navali, sabato mattina abbiamo aperto le gabbie e liberato gli squaletti. Erano tutti in ottima salute e subito si sono diretti verso le profondità del relitto Paguro per la presenza di cibo ed acqua più limpida ed ossigenata (nei primi 10 metri vi è molto materiale in sospensione). Grande soddisfazione per il biologo Raffaele Gattelli e tutti i sub dell'Associazione presenti all'evento. E' stato un impegno rilevante, oneroso per tutti i soci ed amici che hanno collaborato, ma straordinario perchè per la prima volta in Italia abbiamo dimostrato che è possibile attuare anche politiche attive di ripopolamento in mare. Abbiamo dimostrato che il comune interesse di vari soggetti per il nostro mare, la passione nei valori etici, spesso non necessitano di grandi progetti e/o enunciazioni ambientaliste. Serve il “fare” disinteressato, il valore passionale del “dare” e non solo di ricevere, il desiderio di contribuire in prima persona a realizzare un “unicum”, che speriamo possa essere colto e riproposto anche da altri. L'Associazione Paguro, (associazione no-profit che associa subacquei, circoli subacquei, ricercatori, imprese private, etc.) da oltre 12 anni gestisce le autorizzazioni per le immersioni al relitto del Paguro (Zona di Tutela Biologica decretata dal Ministero), situato a 12 miglia dalla costa di Marina di Ravenna e permette ad oltre 3.500 sub di realizzare le immersioni. un gattopardo in libertàL’Associazione è altresì titolare di Concessione Demaniale Marittima (limitrofa al relitto della piattaforma Paguro) ove sono state collocate ben sei strutture off-shore dell’ENI demolite nel 1999 (primo ed unico progetto realizzato in Italia). Nel 2008 abbiamo deciso di realizzare il primo progetto sperimentale italiano di ripopolamento ittico attivo nella “Zona di Tutela Biologica del Paguro” (Seminiamo il futuro) con la collocazione di 53 anfore (al fine di realizzare tane per varie specie ittiche) e la immissione di n. 8 squali gattopardo riproduttori di cm. 80/95 ( Scyliorhinus stellaris), e n. 18 squali gattuccio giovani di 20 cm. (Scyliorhinus canuculas) al fine di verificare l'adattabilità ed il libero insediamento nell’area del relitto del Paguro. In presenza di risultati positivi è nostro desiderio proseguire tale progetto anche nel 2009 con l’immissione periodica di altre specie autoctone:

  • murene di 30/40 cm. (Murena helena)
  • cernie brune di cm. 30/40 (Epinephelus marginatus)
  • astici di 20/30 cm. (Hommarus gammarus)
  • aragoste di 30/40 cm. (Palinurus elephas)

Le specie reintrodotte in mare sono state riprodotte ed allevate all’AquaeMundi di Russi (RA) - www.aquaemundi.it - , struttura didattico-scientifica e acquario diretta dal biologo Raffaele Gattelli.
Le specie liberate sono certificate per origine e compatibilità per il ripopolamento nell'area in mare.
Gli accompagnatori subacquei dell'Associazione Paguro, volontariamente, si sono dedicati alla gestione di tutto il processo in qualità di coordinamento, allestimento strutture, collocazione gabbie ed immissione delle specie, assistenza, foto e filmati del progetto.
Il progetto ha visto la collaborazione di AquaeMundi di Russi, Centro Ricerche Marine di Cesenatico, Coop. MARE di Cattolica, Marine Consulting srl di Mezzano (RA).
Tutte le fasi di riproduzione, crescita delle varie specie, presso AquaeMundi, costruzione e posizionamento delle gabbie stabulazione, verifica ambientamento degli esemplari nelle gabbie, adattamento e liberazione, sono state realizzate a titolo gratuito e volontario. Le varie fasi sono state filmate e fotografate dal gruppo «video-foto» dell'Associazione, al fine di produrre un DVD, servizi giornalistici e relazioni scientifiche.

Unica nota stonata dell'evento è stata la presenza, all'interno dell'area di tutela biologica del Paguro, di diverse imbarcazioni dedite alla pesca sportiva e che nonostante gli inviti ad allontanarsi sono restati in loco. Ci auguriamo che Tutte le autorità competenti esercitino il dovuto controllo dell'area essendo vietata per legge qualsiasi attività di pesca (professionale e sportiva), soprattutto nei confronti di alcune imbarcazioni che ripetutamente sono state colte in flagranza di reato.

Ravenna, ottobre 2008

Giovanni Fucci



ALLA SCOPERTA DI UN RELITTO IN ADRIATICO: LA PIATTAFORMA PAGURO

La piattaforma PaguroLa storia del Paguro inizia con le prime perforazioni di pozzi per l’estrazione di metano che l’AGIP iniziò nell’off-shore ravennate nei primi anni 1960. L’Italia non possedeva piattaforme idonee alla perforazione in mare, per cui le stesse erano noleggiate da armatori esteri a costi elevatissimi. Su licenza americana furono quindi fatte costruire dall’AGIP le piattaforme mobili, self-elevating, Perro Negro e la gemella Paguro costruita, quest’ultima, nel 1962-63 a Porto Corsini (RA). Il Paguro prese subito il mare ed iniziò la propria attività. A metà del 1965, fu posizionato su un nuovo sito per perforare il pozzo PC7 (Porto Corsini 7) a circa 12 miglia dalla costa di fronte alla foce dei Fiumi Uniti.

Purtroppo, quando il 28 settembre 1965 la trivella raggiunse il giacimento gas a circa 2.900 metri di profondità, ci fu un’improvvisa eruzione di fluido. Era successo che, oltre al giacimento oggetto della perforazione, la trivella aveva intaccato anche un secondo giacimento sottostante, non previsto, che conteneva gas ad una pressione altissima.

Vennero immediatamente attivate le valvole di sicurezza di testa pozzo, che funzionarono perfettamente e tennero la pressione di testa. Purtroppo però, dopo poco, le pareti del pozzo cedettero e si sprigionò l’eruzione di gas, a quel punto non più controllabile. E fu la tragedia.

Il Paguro si trovò avvolto da acqua, gas e, poco dopo, anche dalle fiamme alimentate dal gas stesso, che fusero le parti metalliche che si trovavano sopra l’eruzione. Fu così che la piattaforma si inabissò il 29 settembre nel cratere formato nel fondale dallo stesso gas che continuava a fuoriuscire ad una pressione di circa 600 atmosfere.

Come quasi sempre avviene, anche questa tragedia scoppiò durante la notte e con condizioni meteomarine proibitive; morirono tre persone mentre le altre furono fortunosamente recuperate dal personale dei mezzi di soccorso, in mezzo a difficoltà sia operative, dovute alle condizioni ambientali, sia emotive, causa la tragedia che si stava lì consumando.

Il gas che continuava a fuoriuscire dal fondale e che mescolato a pulviscolo d’acqua raggiungeva un’altezza di oltre 50 metri, continuò a bruciare finché, dopo circa tre mesi, l’AGIP, con la perforazione ad alcune centinaia di metri di distanza di un pozzo deviato, riuscì a cementare il PC7.

Da quel lontano 1965 sono passati diversi anni. Negli anni 1990 sopra il relitto sono state posizionate diverse piccole strutture dismesse che lo hanno reso ancora più affascinante. La parte più alta del relitto si trova comunque sempre alla quota di -10 metri circa, mentre buona parte degli alloggi è ora crollata corrosa dall’ossido e dalle correnti galvaniche. Il cratere allora formatosi sul fondale è sempre presente e raggiunge i -33 metri circa.

Il Paguro da quell’evento disastroso iniziò la propria metamorfosi e sulle sue strutture, martoriate da quel tragico evento e teatro di morte, è pian piano esplosa una nuova Vita, quella stupenda e magica Vita che Dio ha voluto abitasse i fondali marini e che ci affascina ogni qualvolta ci immergiamo.

Ben presto il relitto, da ricordo sommerso di una tragedia, si è trasformato in una meta per i subacquei sportivi, per la ricchezza eccezionale di vita che aveva trovato in quel reef artificiale il modo di svilupparsi.

Per regolamentare le immersioni sul relitto e salvaguardare la zona di tutela biologica, istituita nel 1995, è nata a Ravenna l’Associazione Paguro.

Il Ministero delle risorse agricole, alimentari e forestali ha emanato il 21 luglio 1995 il Decreto "Istituzione della zona di tutela biologica nell’ambito del compartimento marittimo di Ravenna"


Sul Relitto della piattaforma Paguro
Sul Relitto della piattaforma Paguro
Attilio Rinaldi - Faustolo Rambelli

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