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NOVITA' 2011

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SITO DI IMPORTANZA COMUNITARIA
Per
la prima volta in Italia istituito a Ravenna il primo Sito di Importanza
Comunitaria marino.
In data 10 febbraio la Giunta della Regione Emilia Romagna, su proposta
dellAssessore Lino Zanichelli ed il contributo scientifico del Presidente
del Centro Ricerche Marine di Cesenatico (Prof. Attilio Rinaldi) ha deliberato
che lattuale « zona di tutela biologica del Paguro »
come definita dal D.M. del 1995, diviene anche Sito Importanza Comunitaria
(SIC). Un importante riconoscimento che rappresenta un salto di qualità
sotto il profilo della tutela che delle opportunità di finanziamento
destinate alle attività che vi si svolgono ed un primo importante
passo verso unulteriore valorizzazione del nostro mare. Un riconoscimento
fortemente voluto dallAssociazione Paguro, che in questi anni ha
svolto un ruolo fondamentale per la tutela ed i rispetto del sito, ma
anche nella valorizzazione ambientale e promozione di una cultura rispettosa
del mare da parte dei subacquei. Un riconoscimento per i sacrifici e gli
impegni profusi da tanti amici e soci subacquei nella realizzazione del
nostro progetto 'simbolico' denominato 'seminiamo il mare'. Un sincero
ringraziamento al Prof. Attilio Rinaldi ed allAssessore Regionale
Lino Zanichelli da sempre vicini e sostenitori dei buoni propositi dellAssociazione
Paguro.
Da oggi larea sarà più tutelata e qualsiasi abuso
di pesca commesso (sportiva e/o professionale) diventerà «
reato penale di carattere ambientale » con possibili condanne da
2 a 4 anni di carcere e/o con pesanti sanzioni amministrative (fino a
20.000 euro).
Marina di Ravenna, 11 febbraio 2010
Giovanni Fucci
ALLA SCOPERTA DI UN RELITTO IN ADRIATICO: LA PIATTAFORMA
PAGURO
La
storia del Paguro inizia con le prime perforazioni di pozzi per lestrazione
di metano che lAGIP iniziò nelloff-shore ravennate
nei primi anni 1960. LItalia non possedeva piattaforme idonee alla
perforazione in mare, per cui le stesse erano noleggiate da armatori esteri
a costi elevatissimi. Su licenza americana furono quindi fatte costruire
dallAGIP le piattaforme mobili, self-elevating, Perro Negro e la
gemella Paguro costruita, questultima, nel 1962-63 a Porto Corsini
(RA). Il Paguro prese subito il mare ed iniziò la propria attività.
A metà del 1965, fu posizionato su un nuovo sito per perforare
il pozzo PC7 (Porto Corsini 7) a circa 12 miglia dalla costa di fronte
alla foce dei Fiumi Uniti.
Purtroppo, quando il 28 settembre 1965 la trivella raggiunse
il giacimento gas a circa 2.900 metri di profondità, ci fu unimprovvisa
eruzione di fluido. Era successo che, oltre al giacimento oggetto della
perforazione, la trivella aveva intaccato anche un secondo giacimento
sottostante, non previsto, che conteneva gas ad una pressione altissima.
Vennero immediatamente attivate le valvole di sicurezza
di testa pozzo, che funzionarono perfettamente e tennero la pressione
di testa. Purtroppo però, dopo poco, le pareti del pozzo cedettero
e si sprigionò leruzione di gas, a quel punto non più
controllabile. E fu la tragedia.
Il Paguro si trovò avvolto da acqua, gas e, poco
dopo, anche dalle fiamme alimentate dal gas stesso, che fusero le parti
metalliche che si trovavano sopra leruzione. Fu così che
la piattaforma si inabissò il 29 settembre nel cratere formato
nel fondale dallo stesso gas che continuava a fuoriuscire ad una pressione
di circa 600 atmosfere.
Come quasi sempre avviene, anche questa tragedia scoppiò
durante la notte e con condizioni meteomarine proibitive; morirono tre
persone mentre le altre furono fortunosamente recuperate dal personale
dei mezzi di soccorso, in mezzo a difficoltà sia operative, dovute
alle condizioni ambientali, sia emotive, causa la tragedia che si stava
lì consumando.
Il gas che continuava a fuoriuscire dal fondale e che
mescolato a pulviscolo dacqua raggiungeva unaltezza di oltre
50 metri, continuò a bruciare finché, dopo circa tre mesi,
lAGIP, con la perforazione ad alcune centinaia di metri di distanza
di un pozzo deviato, riuscì a cementare il PC7.
Da quel lontano 1965 sono passati diversi anni. Negli
anni 1990 sopra il relitto sono state posizionate diverse piccole strutture
dismesse che lo hanno reso ancora più affascinante. La parte più
alta del relitto si trova comunque sempre alla quota di -10 metri circa,
mentre buona parte degli alloggi è ora crollata corrosa dallossido
e dalle correnti galvaniche. Il cratere allora formatosi sul fondale è
sempre presente e raggiunge i -33 metri circa.
Il Paguro da quellevento disastroso iniziò
la propria metamorfosi e sulle sue strutture, martoriate da quel tragico
evento e teatro di morte, è pian piano esplosa una nuova Vita,
quella stupenda e magica Vita che Dio ha voluto abitasse i fondali marini
e che ci affascina ogni qualvolta ci immergiamo.
Ben presto il relitto, da ricordo sommerso di una tragedia,
si è trasformato in una meta per i subacquei sportivi, per la ricchezza
eccezionale di vita che aveva trovato in quel reef artificiale il modo
di svilupparsi.
Per regolamentare le immersioni sul relitto e salvaguardare
la zona di tutela biologica, istituita nel 1995, è nata a Ravenna
lAssociazione Paguro.
Il Ministero delle risorse agricole, alimentari e forestali
ha emanato il 21 luglio 1995 il Decreto "Istituzione della zona di
tutela biologica nellambito del compartimento marittimo di Ravenna"
Sul Relitto della
piattaforma Paguro

Attilio Rinaldi - Faustolo Rambelli
Tutti i circoli subacquei che fossero interessati all'acquisto di copie
del libro "Sul Relitto della piattaforma Paguro", avranno un
prezzo scontato rispetto al prezzo di copertina.
Per maggiori informazioni contattare direttamente la casa editrice al
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